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Buona notizia per i lavoratori notturni: questa nuova misura della manovra 2026 promette un forte aumento di stipendio

Nel 2026 oltre 2,5 milioni di italiani che lavorano di notte o nei festivi potranno beneficiare di una tassazione agevolata fino al 15% sulle maggiorazioni stipendiali, con aumenti mensili stimati fino a 200 euro netti.

La Manovra 2026 introduce un pacchetto fiscale che punta a rafforzare il potere d’acquisto dei dipendenti più esposti ai turni disagiati. Il provvedimento coinvolge in particolare chi lavora di notte, nei giorni festivi e chi accumula molte ore extra. L’obiettivo dichiarato è premiare la disponibilità e compensare il costo umano del lavoro su turni, in un contesto economico ancora influenzato dall’inflazione e dai contratti collettivi in fase di rinnovo.

Una flat tax per chi lavora di notte

La novità principale prevede l’applicazione di una tassa piatta del 15% sulle maggiorazioni notturne, festive e straordinarie per i lavoratori con redditi fino a 40.000 euro annui. Si tratta di un taglio netto rispetto alle aliquote ordinarie Irpef, che possono arrivare al 35% nella fascia media.

L’agevolazione sarà valida per tutto il 2026 e interesserà sia il settore privato sia, con modalità specifiche, quello pubblico. Secondo le prime simulazioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio, un addetto ai servizi sanitari o alla logistica potrebbe risparmiare fino a 1.800 euro l’anno.

Chi ne beneficia

  • Lavoratori dipendenti del settore privato con reddito inferiore a 40.000 euro;
  • Addetti ai servizi pubblici essenziali (sanità, sicurezza, trasporti);
  • Operatori del commercio e della distribuzione con turni serali o festivi.

Settore pubblico: bonus limitato ma esteso

Per i dipendenti statali la misura assume una forma parzialmente diversa. È previsto uno sconto fiscale sul salario accessorio — sempre al 15% — ma con un tetto massimo di 800 euro annui per chi non supera i 50.000 euro di reddito complessivo.

L’intento è evitare squilibri tra comparti e garantire una base omogenea di incentivo anche dove i margini contrattuali sono più rigidi. La Ragioneria generale dello Stato stima un impatto complessivo sul bilancio pubblico inferiore agli 800 milioni di euro nel primo anno.

L’effetto sui salari e sui consumi familiari

I sindacati confederali hanno accolto la misura come un segnale positivo verso le categorie spesso dimenticate nelle trattative contrattuali. Per una famiglia monoreddito con due figli, l’incremento previsto può tradursi in circa una mensilità aggiuntiva nel corso dell’anno.

I dati Istat mostrano come nel biennio precedente le retribuzioni reali siano diminuite dell’8,8% rispetto al periodo pre-pandemico. Il nuovo regime fiscale rappresenta quindi un tentativo concreto di recupero del potere d’acquisto senza gravare ulteriormente sulle imprese.

Categoria Aumento medio netto mensile Tetto reddito
Lavoratori notturni privati +180 € 40.000 €
Pubblico impiego (salario accessorio) +65 € 50.000 €
Addetti sanità e trasporti +150 € 45.000 €

I nuovi contratti collettivi spingono le buste paga

L’effetto combinato della flat tax e dei rinnovi contrattuali porterà dal gennaio 2026 aumenti medi superiori al 2,4%. L’Aran ha già calendarizzato la firma dei nuovi Ccnl della Pubblica amministrazione per il triennio 2025-2027, mentre nel settore metalmeccanico l’intesa prevede incrementi graduali fino a 205 euro entro il 2028.

Flat TaxChecklist della manovra 2026: siete idonei alla flat tax del 5% sugli aumenti salariali?

Anche la scuola si prepara a rivedere gli stipendi: circa 1,3 milioni tra docenti e personale Ata riceveranno arretrati fino a 1.600 euro e aumenti medi mensili di circa 70 euro. A questo si aggiunge la prospettiva di nuovi buoni pasto e premi produttività legati alla presenza in servizio.

Il nodo Irpef: sollievo per il ceto medio

Nella stessa manovra viene confermata la riduzione dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi tra i 28.000 e i 50.000 euro, misura che interessa circa un terzo dei contribuenti italiani. Per impiegati e operai il vantaggio medio è stimato rispettivamente in 123 e 23 euro all’anno; valori modesti ma cumulabili con le altre agevolazioni previste per chi svolge lavoro notturno o straordinario.

Pensione rinviata, stipendio più alto: il bonus Giorgetti resta attivo

I lavoratori che sceglieranno di restare in servizio nonostante abbiano maturato i requisiti pensionistici potranno usufruire anche nel 2026 del cosiddetto “bonus Giorgetti”. L’esonero contributivo IVS determina un incremento diretto del salario lordo pari al 9%, riducendo temporaneamente la trattenuta previdenziale a carico del dipendente.

Cosa attendersi nei prossimi mesi

Dopo l’approvazione definitiva della legge entro dicembre, toccherà ai ministeri competenti definire le istruzioni operative all’Agenzia delle Entrate e ai datori di lavoro. Le imprese dovranno adeguare i sistemi paga entro febbraio per consentire ai lavoratori notturni di vedere gli effetti già nelle buste paga primaverili.

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