Un ex dipendente bancario, oggi in pensione e residente a Betanzos, in Galizia, è accusato di aver sottratto denaro appartenente a una cliente deceduta nel 2008. Dopo quarantacinque anni di servizio nello stesso istituto, l’uomo avrebbe continuato ad accedere ai conti della donna per oltre tre anni dopo la propria uscita dal lavoro, secondo quanto ricostruito dalla Procura provinciale di A Coruña. L’udienza davanti al tribunale è fissata per il 27 novembre.

Una firma falsificata per riattivare un conto dormiente
L’accusa sostiene che nel luglio del 2017 l’ex impiegato abbia aperto una nuova posizione bancaria intestata alla cliente morta nove anni prima, imitando la sua firma sui documenti contrattuali e precontrattuali. L’operazione avrebbe consentito di trasferire su quel nuovo conto tutto il capitale della defunta: 135.400 euro provenienti da un deposito a termine e 56.629 euro da un fondo d’investimento.
L’obiettivo sarebbe stato quello di incorporare progressivamente tali somme nel proprio patrimonio personale, approfittando dell’assenza di azioni da parte dell’erede legittima. La falsificazione dei documenti, secondo la Procura, ha leso “la sicurezza del traffico commerciale” ed evidenzia una vulnerabilità nei controlli interni delle banche sui conti inattivi o intestati a persone scomparse.
138 prelievi e movimenti ripetuti: il tracciato dell’appropriazione
Dopo aver chiuso i prodotti finanziari originari, l’ex bancario avrebbe trasferito i fondi sulla nuova posizione e iniziato i prelievi in contanti. Le operazioni avvenivano quasi sempre per importi inferiori alla soglia di segnalazione automatica: 990 euro per volta, secondo l’inchiesta.
| Periodo | Numero prelievi | Importo medio (€) |
|---|---|---|
| Luglio 2017 – Gennaio 2020 | 138 | 990 |
| Totale stimato sottratto | – | 161.720 |
Nello stesso periodo sarebbero state disposte anche tre operazioni mensili legate al rimborso del fondo d’investimento della cliente, sempre destinate allo stesso conto fittizio. Il meccanismo sarebbe rimasto inosservato fino all’autunno del 2021.

L’arresto in flagranza e il recupero parziale dei fondi
L’indagine della polizia giudiziaria si è conclusa con l’arresto dell’uomo mentre tentava un ulteriore prelievo da 990 euro il 9 novembre 2021. In quel momento gli agenti hanno trovato in suo possesso 2.230 euro in contanti e documentazione bancaria riconducibile alle operazioni contestate.
L’istituto coinvolto ha poi rimborsato circa 161.700 euro al patrimonio ereditario della cliente defunta, compensando le perdite subite dagli eredi. Restano però dubbi sull’efficacia dei sistemi interni di monitoraggio: come ha potuto una persona non autorizzata mantenere accesso a conti intestati a soggetti deceduti senza che nessuno lo notasse per anni?
Eredità dimenticate e controlli bancari ancora troppo fragili
I cosiddetti “conti dormienti” rappresentano oggi una fetta significativa dei patrimoni non reclamati in Europa: secondo dati Eurostat aggiornati al 2023, oltre il 6% dei depositi bancari non mostra movimenti da più di dieci anni. In Italia la disciplina è affidata al Fondo Rapporti Dormienti gestito da Consap, ma nella pratica i controlli restano complessi quando i titolari sono deceduti all’estero o senza eredi diretti.
- Istituti tenuti a segnalare i conti inattivi dopo dieci anni senza operazioni;
- Obbligo di verifica anagrafica annuale sui titolari over 65;
- Trasferimento automatico delle somme al Fondo statale se non reclamate entro vent’anni.
Casi come quello galiziano sollevano interrogativi sulla solidità delle procedure e sull’etica professionale degli operatori bancari più esperti, spesso dotati delle competenze necessarie per aggirare sistemi informatici pensati per prevenire esattamente questo tipo di frodi.

Il punto critico: fiducia o controllo?
L’intera vicenda evidenzia un paradosso strutturale: le banche si fondano sulla fiducia verso chi vi lavora, ma proprio questa fiducia può diventare il varco più debole quando manca un controllo incrociato efficace. Nel caso specifico, le verifiche interne non avrebbero mai intercettato le anomalie fino all’apertura dell’indagine esterna.
Mentre la giustizia spagnola valuta la responsabilità penale dell’ex impiegato — con una richiesta di sei anni di detenzione e una sanzione pecuniaria — resta sul tavolo un tema che riguarda tutti i risparmiatori europei: cosa accade ai nostri soldi quando non siamo più qui per reclamarli?
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Chissà quanti altri casi simili vengono coperti dalle banche stesse…
A volte basta poco per perdere tutta la credibilità guadagnata in una vita.
L’articolo mi ha fatto riflettere sulla gestione dei miei risparmi.
C’è sempre qualcuno pronto ad approfittarsi dei morti… disgustoso ☹️
Spero venga radiato da qualsiasi pensione bancaria speciale.
E poi dicono che i conti dormienti sono sicuri… certo come no 😂
Povero erede, scoprire una cosa così dopo anni dev’essere tremendo.
Non oso immaginare quante firme false ci siano in giro 😬
Ho letto due volte per essere sicuro di aver capito bene. Assurdo!
Dovrebbero usare l’intelligenza artificiale per intercettare anomalie simili 🤖
Penso che questo caso farà scuola nel settore bancario europeo.
Bella analisi nell’articolo. Complimenti al team redazionale 👏
I controlli automatici dovrebbero segnalare importi sospetti sotto soglia 😠
A me sembra più colpa della banca che dell’uomo singolo…
Certo che 138 prelievi sono tanti… e nessuno ha detto niente?!?
Aveva proprio studiato il piano nei minimi dettagli.
Anche se anziano, ciò non giustifica nulla. Vergognoso!
L’essere umano trova sempre un modo per aggirare le regole 😒
Pensavo che i sistemi informatici bloccassero subito cose del genere…
Ecco perché servono verifiche annuali sui conti dormienti!
L’arresto in flagranza dà un tocco cinematografico alla storia!
Spero che almeno abbiano recuperato tutto il denaro rubato 💰
Evidentemente in banca “fiducia” significa “nessuno controlla”.
Pensavo fosse una fake news all’inizio!
Tutti parlano della frode, ma nessuno delle vittime vere: gli eredi.
Certe volte il controllo umano fallisce più dei computer 🤔
È inquietante pensare a quanti impiegati abbiano accesso ai conti altrui.
Lettura agghiacciante ma utile. Bisogna stare attenti ai conti inattivi.
E se non lo avessero beccato quel giorno? Chissà per quanto andava avanti!
“Solo” 990 euro alla volta: furbo ma non abbastanza!
L’etica professionale ormai è un concetto dimenticato…
46 anni nello stesso istituto e poi rovina tutto. Mah.
Ecco perché non lascio mai soldi fermi troppo a lungo 😬
L’articolo è molto interessante, grazie per averlo condiviso.
Certe volte l’avidità non ha età né pensione!
Tutto questo per meno di 200k euro… ne valeva davvero la pena?
Mamma mia… e io che pensavo che le banche fossero super sicure 😅
Una storia da manuale per gli studenti di criminologia bancaria!
Sembra impossibile che nessun audit interno abbia notato niente.
Sono curioso: come hanno scoperto tutto dopo anni?
Bella indagine della polizia, almeno alla fine l’hanno beccato 👍
Galizia o no, il problema è ovunque lo stesso: controlli zero.
Certe volte la realtà supera la fantasia!
Mi fa pensare a quanti casi simili passano inosservati ogni anno.
Un’altra prova che i “conti dormienti” andrebbero gestiti meglio.
Povera signora, pure dopo la morte le hanno rubato i soldi…
192.000 euro… e solo 400 di multa. Ridicolo 😤
Che genio del male! (ma anche che stupidaggine enorme)
Ancora una volta dimostrato che la fiducia cieca è pericolosa.
E i colleghi? Nessuno si è insospettito dei movimenti?
Se fosse successo in Italia, non so se sarebbe andata diversamente…
Questa vicenda mi fa perdere fiducia nelle banche 😞
Spero che gli eredi abbiano finalmente giustizia.
Come si può falsificare la firma di una persona morta e farla franca per tanto tempo?
Che tristezza, dopo una vita di lavoro finire così.
Una storia assurda, sembra uscita da un film!
Forse il sistema dei controlli interni è più debole di quanto pensiamo…
Mi chiedo come sia possibile che nessuno in banca se ne sia accorto per tre anni.
Ma davvero solo 400 euro di multa? È uno scherzo, vero?
Incredibile! Dopo 45 anni di servizio e poi fa una cosa del genere? 😡
E ora chi controllerà chi controlla? Bella domanda!
Se non lo avessero sorpreso sul fatto, forse continuava ancora oggi…
A volte penso che il vero problema siano i sistemi informatici troppo rigidi o troppo deboli?
Tremendo… usare la morte altrui per arricchirsi. Non ho parole 😔
L’articolo è molto interessante, grazie per averlo condiviso!
Dovrebbero pubblicare le linee guida sui conti dormienti per maggiore trasparenza 🙂
Non è solo un problema spagnolo… succede ovunque in Europa, purtroppo.
Certe banche dovrebbero vergognarsi: controlli zero e danni enormi!
Spero che questo caso porti a leggi più severe sui conti dei defunti 💪
E pensare che lavorava lì da 45 anni… fiducia mal riposta!
Meno male che l’istituto ha risarcito gli eredi, almeno qualcosa si salva.
Scommetto che tra poco dirà che “non sapeva” o “voleva solo custodire i soldi”. Classico 🙄
Questa notizia fa riflettere su quanto sia fragile il concetto di etica professionale.
La Procura ha fatto bene ad approfondire. Finalmente un po’ di giustizia!
L’uomo era già in pensione… e ancora tornava in banca a rubare. Pazzesco!
Forse servirebbero più controlli automatici e meno “fiducia”.
Beh, 990€ per volta… quasi geniale nella sua stupidità 😂
A leggere certe storie mi passa la voglia di fidarmi delle istituzioni finanziarie.
È incredibile come una firma falsificata possa riattivare un conto dormiente 😕
Le banche parlano tanto di sicurezza, ma poi succedono queste cose…
Spero almeno che gli eredi abbiano recuperato tutto quello che spettava loro 🙂
Certe volte la realtà supera la fantasia!
Pensava davvero di farla franca dopo tutti quegli anni? Mah…
Complimenti alla polizia per averlo beccato sul fatto!
Mi pare strano che i movimenti sotto i 1000€ non abbiano comunque generato sospetti 🤔
C’è da chiedersi quante banche abbiano casi simili nascosti sotto il tappeto.
Quando la fiducia diventa un’arma contro le persone oneste. Che amarezza.
E se l’erede non avesse mai scoperto nulla? Soldi spariti per sempre…
Il vero scandalo è che il sistema lo abbia permesso così a lungo.
Sembra l’inizio di un film poliziesco, non una notizia reale 😅
Una storia assurda! Ma come è possibile nel 2021 con tutta la tecnologia disponibile?
Forse dovrebbero rivedere tutti i protocolli sulle eredità bancarie.
Non riesco a credere che abbia falsificato la firma di una persona morta. Incredibile!
Mi chiedo quanti altri conti “dormienti” vengano manipolati senza che lo sappiamo.
Che tristezza… dopo 45 anni di lavoro, finire così.
Questo caso dimostra che i controlli interni sono solo sulla carta.
Ma davvero nessuno in banca si è accorto di nulla per tre anni? 😮