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Questo guasto è il più comune nelle lavatrici di nuova generazione e si risolve facilmente da un principiante, eppure molti buttano la loro macchina

Ogni anno in Italia vengono sostituite oltre 1,2 milioni di lavatrici, ma secondo le associazioni dei consumatori almeno il 40 per cento di questi apparecchi sarebbe ancora riparabile.

La lavatrice è uno degli elettrodomestici più utilizzati nelle abitazioni italiane e la sua efficienza incide direttamente sui consumi domestici. Quando si blocca improvvisamente, la reazione più comune è chiamare un tecnico o addirittura pensare alla sostituzione. Eppure, una delle anomalie più frequenti dei modelli di nuova generazione può essere risolta in pochi minuti, anche senza competenze specifiche.

La sigla E1 non sempre significa guasto grave

Le lavatrici digitali mostrano codici di errore che segnalano anomalie nel funzionamento. Tra i più ricorrenti c’è la dicitura E1 o E01, spesso interpretata come sintomo di un problema tecnico complesso. In realtà, nella maggior parte dei casi indica una semplice interruzione nel flusso d’acqua in ingresso.

L’Organizzazione dei Consumatori e Utenti (OCU) spiega che questo codice deriva quasi sempre da un’anomalia nella pressione idrica o da un blocco del filtro d’ingresso. Si tratta quindi di una situazione risolvibile con piccoli controlli domestici e senza costi.

Verifiche immediate che possono evitare la chiamata al tecnico

  • Assicurarsi che il rubinetto dell’acqua collegato alla lavatrice sia completamente aperto.
  • Controllare che il tubo di carico non presenti pieghe o schiacciamenti.
  • Se l’apparecchio è collocato in ambienti freddi, verificare che non ci siano parti congelate.
  • Accertarsi che la pressione dell’acqua sia sufficiente per alimentare correttamente il ciclo di lavaggio.
  • Pulire accuratamente il filtro d’ingresso, spesso ostruito da calcare o sabbia fine proveniente dall’impianto domestico.

E2: quando l’acqua non esce come dovrebbe

Un’altra anomalia frequente nei modelli elettronici è contrassegnata dal codice E2 (o E02/E20 a seconda del produttore). Questo messaggio indica un malfunzionamento del sistema di scarico: l’acqua rimane nel cestello e il programma non prosegue. Il problema può derivare da un’ostruzione nel filtro o da un tubo piegato, ma spesso basta un intervento semplice per riportare tutto alla normalità.

I passaggi consigliati dagli esperti di manutenzione domestica

  • Pulizia del filtro di scarico: piccoli capi come calzini o monete possono bloccarlo impedendo il deflusso regolare dell’acqua.
  • Controllo del tubo di scarico: deve essere libero e non schiacciato dietro l’elettrodomestico.
  • Verifica della pompa: se gira rumorosamente o non parte, può bastare rimuovere i residui accumulati per ripristinarne la funzionalità.
  • Sensore porta: nei modelli digitali una chiusura imperfetta può impedire l’attivazione dello scarico automatico.

Dati ufficiali e costi medi delle riparazioni

Secondo le analisi condotte da Altroconsumo, oltre il 55 per cento delle segnalazioni ai centri assistenza riguarda errori legati al caricamento o allo scarico dell’acqua. In media, una chiamata a domicilio costa tra 40 e 80 euro solo per la diagnosi iniziale; in caso di sostituzione della pompa o della scheda elettronica si può arrivare fino a 180 euro. Un controllo preventivo effettuato dall’utente può quindi evitare spese inutili e ridurre i rifiuti elettronici, oggi stimati in oltre 12 kg per abitante all’anno in Italia.

Tipo di errore Causa probabile Costo medio intervento tecnico (€) Tempo stimato risoluzione domestica
E1 / E01 Mancanza d’acqua o filtro ostruito 60 – 100 10 minuti
E2 / E20 Tubo scarico piegato o pompa bloccata 80 – 150 15 minuti
Sensore porta difettoso Malfunzionamento meccanico minore 50 – 90 5 minuti (controllo chiusura)

L’impatto ambientale delle sostituzioni premature

I centri comunali di raccolta RAEE registrano ogni anno migliaia di lavatrici smaltite ancora funzionanti. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, prolungare la vita utile degli elettrodomestici anche solo di due anni ridurrebbe del 30 per cento le emissioni legate alla produzione e al trasporto dei nuovi modelli. Un piccolo intervento casalingo diventa così una scelta economica ma anche ecologica, soprattutto se accompagnato da manutenzioni periodiche come la pulizia mensile del filtro e il controllo del tubo flessibile dell’acqua.

L’esperienza italiana tra abitudine e consapevolezza crescente

I negozi specializzati confermano che cresce il numero delle famiglie che scelgono la riparazione rispetto alla sostituzione immediata. Marchi come Whirlpool, LG ed Electrolux hanno avviato campagne informative online dedicate all’autodiagnosi dei codici errore più comuni. Anche alcune catene della grande distribuzione stanno sperimentando punti assistenza rapida nei centri commerciali per favorire interventi fai-da-te guidati prima della rottamazione definitiva dell’apparecchio.

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