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Consuma quanto 65 frigoriferi: quasi nessuno sa che questo apparecchio è il più energivoro della casa

Un forno elettrico acceso per un’ora può assorbire fino a 3.

000 watt, l’equivalente di decine di frigoriferi in funzione contemporaneamente, con un impatto notevole sulla bolletta domestica.

Tra i tanti elettrodomestici presenti in cucina, ce n’è uno che nasconde un consumo energetico sorprendente. È utile, pratico e presente in quasi tutte le case italiane, ma pochi ne conoscono la reale incidenza sui costi mensili dell’elettricità. L’uso quotidiano, spesso sottovalutato, lo rende uno dei principali responsabili dell’aumento delle spese familiari legate all’energia.

L’apparecchio più insospettabile consuma come sessantacinque frigoriferi accesi

Secondo analisi tecniche basate su test di laboratorio e dati raccolti da enti del settore energetico, un forno elettrico standard opera con una potenza compresa tra 2.000 e 5.000 watt. In media ciò si traduce in circa 40-90 kWh al mese, a seconda della frequenza d’uso. Un frigorifero, invece, mantiene un assorbimento continuo tra 300 e 800 watt.

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La differenza diventa evidente se si confronta la potenza istantanea: durante la cottura un forno può consumare quanto 65 frigoriferi contemporaneamente. Si tratta però di un paragone tecnico, non temporale: il forno lavora per periodi brevi ma intensi, mentre il frigorifero resta sempre attivo con picchi limitati.

I dati medi annuali raccolti da indagini sulle famiglie mostrano che il consumo di un forno può arrivare a 224 kWh all’anno. La cifra varia secondo modello, dimensione e modalità d’uso — ad esempio l’impiego prolungato della funzione ventilata o grill aumenta sensibilmente i consumi.

Anche spento continua ad assorbire energia

Una parte del consumo totale non dipende nemmeno dalla cottura vera e propria. Alcuni modelli continuano a prelevare corrente anche dopo essere stati spenti: display digitali e orologi interni restano alimentati costantemente.

Ricerche condotte in diversi paesi indicano che questa “corrente fantasma” può rappresentare dal 5 al 25% del fabbisogno annuale dell’apparecchio. Lasciare il forno collegato alla presa elettrica significa quindi pagare per ore in cui non viene effettivamente utilizzato.

  • Display e luci di cortesia restano accesi anche a forno spento
  • Il consumo in standby può raggiungere oltre un quarto del totale annuo
  • Scollegarlo manualmente elimina completamente l’assorbimento residuo

I costi reali sulla bolletta delle famiglie italiane

Con una tariffa media domestica di circa 0,25 euro per kWh, cuocere quattro volte a settimana porta a una spesa mensile superiore ai 10 euro solo per questo apparecchio. Su base annua si può superare facilmente la soglia dei 120 euro.

L’impatto diventa ancora più significativo nei mesi freddi, quando l’uso cresce insieme al prezzo dell’elettricità nel mercato tutelato. Secondo proiezioni pubbliche elaborate da ARERA, una famiglia tipo rischia di destinare fino al 7% della spesa elettrica totale alla sola cottura in forno.

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Strategie pratiche per tagliare gli sprechi

Le soluzioni esistono e richiedono solo piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane. È sufficiente sfruttare il calore residuo spegnendo il forno qualche minuto prima del termine della cottura o cucinare più pietanze contemporaneamente nello stesso ciclo termico.

Mantenere la porta chiusa durante la preparazione evita dispersioni e riduce i tempi di riscaldamento. L’utilizzo di contenitori adatti e pulizia regolare delle resistenze migliorano l’efficienza complessiva del sistema.

Tecnologie ed etichette energetiche

I nuovi modelli dotati di sensori intelligenti o programmi eco riescono a limitare i consumi fino al 30%. Le classi energetiche A+, A++ e A+++ garantiscono prestazioni migliori rispetto ai vecchi apparecchi privi di ventilazione o con isolamento inefficiente.

Classe energetica Consumo medio annuale (kWh) Costo stimato annuo (€)
A+++ 150 37,50
A++ 180 45,00
A+ 200 50,00
B o inferiore >250 >62,50

L’alternativa: piccoli elettrodomestici più efficienti

Moltissime famiglie stanno sostituendo parte delle cotture tradizionali con fornetti ad aria o microonde combinati. Questi dispositivi riducono drasticamente i tempi di funzionamento e quindi l’assorbimento totale di energia elettrica.

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Anche la scelta consapevole degli orari – utilizzare il forno nelle fasce orarie meno costose previste dai contratti biorari – contribuisce a contenere le spese senza modificare le abitudini alimentari.

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