Via Torino 54, 20123 Milano (MI), Italia | [email protected] | 086 5972540

Politica Sulla Privacy - Note legali - Reclamo

Richiamo di acqua minerale: queste 4 marche di acqua in bottiglia sono da evitare, avverte il governo

Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, oltre 1,2 milioni di bottiglie di acqua minerale sono state ritirate dal mercato nelle ultime due settimane per sospetta contaminazione microbiologica.

Il richiamo riguarda quattro marchi di acqua in bottiglia molto diffusi nei supermercati italiani. La notizia, confermata dalle autorità sanitarie e pubblicata sul portale ufficiale dei richiami alimentari, ha generato un’ondata di verifiche e controlli nelle grandi catene di distribuzione. Il ministero invita i consumatori a controllare attentamente l’etichetta prima del consumo e a non sottovalutare le segnalazioni, anche se il prodotto appare limpido o integro.

Le marche coinvolte nel richiamo e i lotti sotto osservazione

I marchi interessati dal provvedimento sono stati identificati dopo analisi condotte dagli ispettorati territoriali. In tutti i casi, le indagini hanno rilevato tracce di batteri coliformi oltre i limiti consentiti dalla normativa europea (Regolamento CE n. 178/2002). Le aziende produttrici hanno già avviato le procedure di ritiro volontario.

Marca Lotto Stabilimento Motivo del richiamo
AquaBlu L2310/24 Bergamo (BG) Contaminazione batterica
FonteChiara L3011/24 Cuneo (CN) Presenza di Pseudomonas aeruginosa
AcquaViva L1425/24 Pescara (PE) Eccesso di nitrati oltre soglia
NaturaFonte L2710/24 Benevento (BN) Anomalie nel pH e residuo fisso

I controlli hanno riguardato sia bottiglie da 1,5 litri sia confezioni formato famiglia da 6 pezzi. La distribuzione interessata include supermercati, discount e piattaforme online. Gli operatori commerciali sono obbligati a esporre l’avviso al pubblico per almeno 30 giorni.

Come riconoscere le confezioni difettose e ottenere il rimborso

I consumatori possono verificare la corrispondenza dei lotti sull’etichetta retrostante della bottiglia o sulla plastica esterna del pacco da sei. In caso di corrispondenza con uno dei numeri indicati, è richiesto di non consumare il prodotto e restituirlo al punto vendita anche senza scontrino fiscale. Le catene della grande distribuzione hanno predisposto rimborsi immediati o sostituzioni con prodotti equivalenti.

  • Conservare la prova d’acquisto quando disponibile per velocizzare la procedura.
  • Segnalare eventuali sintomi sospetti al medico curante o all’ASL competente.
  • Evitare il travaso in altri contenitori prima della restituzione.
  • Consultare periodicamente il portale “Richiami alimentari” del Ministero per aggiornamenti.

L’intervento delle autorità sanitarie e il nodo della fiducia dei consumatori

L’allerta è partita da un controllo casuale effettuato dall’ARPA Lombardia su campioni prelevati a fine aprile. A seguito dei risultati non conformi, la Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti ha esteso le analisi ad altre regioni. I laboratori pubblici hanno confermato la presenza di microrganismi oltre la soglia legale nel 3,8% dei campioni esaminati.

Il provvedimento governativo è stato firmato dal Direttore generale dell’Ufficio sicurezza alimentare con effetto immediato, ma resta aperta la questione della fiducia del consumatore verso i marchi industriali. Negli ultimi tre anni si contano 27 richiami simili su acque in bottiglia, un dato che solleva interrogativi sulla filiera idrica imbottigliata rispetto all’acqua potabile domestica, che viene monitorata con cadenza giornaliera dai gestori locali.

Differenze tra controlli sulle acque minerali e rete idrica pubblica

Mentre gli impianti comunali devono rispettare parametri fissati dal decreto legislativo 18/2023 con verifiche quotidiane su cloro, nitrati e metalli pesanti, le acque minerali naturali seguono un regime più flessibile. Sono infatti esentate dall’obbligo di disinfezione preventiva per preservarne la “naturalità”. Questa eccezione rappresenta il punto critico che divide esperti e produttori: da un lato la tutela organolettica, dall’altro il rischio microbiologico potenziale.

Sicurezza AlimentareUn piccolo segreto poco conosciuto per pulire il frigorifero che elimina i batteri pericolosi

I controlli presso gli stabilimenti privati avvengono mediamente ogni due mesi, mentre nella rete pubblica si effettuano oltre 250 mila test annuali secondo i dati ISTAT 2023. Una sproporzione che alimenta il dibattito sulla reale sicurezza percepita delle acque confezionate rispetto a quella del rubinetto, oggi filtrata da tecnologie sempre più avanzate nei centri urbani.

Cosa fare ora: alternative sicure e indicazioni pratiche per le famiglie

Nell’attesa della completa rimozione dei lotti interessati, il Ministero consiglia di preferire marchi provenienti da stabilimenti certificati ISO 22000 o dotati di sistemi HACCP aggiornati nel 2024. Le etichette devono riportare chiaramente data di imbottigliamento e codice dello stabilimento autorizzato dal Ministero della Salute (sigla IT seguita da tre cifre). Gli esperti invitano inoltre a conservare l’acqua lontano da fonti di calore e a consumarla entro sei mesi dall’apertura, anche se ancora sigillata.

L’episodio riaccende una questione più ampia: la gestione quotidiana della sicurezza alimentare in casa. Dall’acqua alle conserve, ogni gesto – lettura dell’etichetta compresa – è parte integrante della prevenzione domestica che può evitare conseguenze costose sia per la salute sia per il portafoglio familiare.

Fornite il vostro feedback

Sii il primo a valutare questo post
oppure lasciare una recensione dettagliata


Condividi subito questo post!


67 opinioni su "Richiamo di acqua minerale: queste 4 marche di acqua in bottiglia sono da evitare, avverte il governo"

Condividi la tua opinione

67 opinioni