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Politica Sulla Privacy - Note legali - Reclamo

Questa nuova truffa su Gmail sta mietendo milioni di vittime: non cliccate assolutamente su questa e-mail

Negli ultimi mesi sono stati segnalati oltre 150.000 tentativi di frode via e-mail in Italia, molti dei quali legati a finti messaggi di errore di Gmail che nascondono link pericolosi.

Una campagna di phishing particolarmente insidiosa si diffonde attraverso e-mail che sembrano provenire dai server ufficiali di Google. Il messaggio, che imita un avviso tecnico, invita l’utente a verificare la consegna di una mail o a richiedere un presunto “kit d’emergenza auto” gratuito. In realtà, dietro l’apparente normalità si cela una sofisticata truffa informatica progettata per sottrarre dati bancari e informazioni personali.

Un falso messaggio tecnico costruito per sembrare autentico

Il meccanismo sfrutta la fiducia verso le notifiche automatiche di Gmail. Gli hacker inviano la comunicazione da indirizzi che imitano quelli reali del dominio google.com, riproducendo perfettamente loghi, impaginazione e linguaggio tecnico delle notifiche ufficiali. L’utente riceve quindi un messaggio con oggetto “Delivery status notification failure”, il classico avviso di mancato recapito.

All’interno compare un link apparentemente destinato alla verifica dell’indirizzo o all’attivazione della consegna. Cliccando, si viene reindirizzati a una pagina clone che chiede di fornire dati sensibili, spesso giustificati come necessari per completare l’invio o riscattare un buono promozionale.

L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) ha confermato che le segnalazioni relative a questi falsi messaggi sono in aumento del 35% rispetto all’anno precedente, con picchi nelle settimane successive alle festività o durante campagne commerciali online.

L’esca del “kit d’emergenza auto” gratuito

L’offerta fraudolenta propone un finto omaggio — un kit d’emergenza per l’auto — a fronte del solo pagamento delle spese di spedizione. Una formula già vista in altre campagne truffaldine, ma qui resa più credibile dall’inserimento nel contesto di un messaggio tecnico. Il mittente fittizio fa spesso riferimento a nomi noti come società autostradali o enti di pubblica utilità.

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Una volta inseriti i dati richiesti, nulla viene spedito: le informazioni raccolte vengono invece utilizzate per sottrarre denaro o creare profili falsi destinati ad altre frodi.

  • I pagamenti richiesti “solo per la spedizione” vengono immediatamente prelevati dai conti delle vittime.
  • I dati anagrafici e bancari vengono rivenduti sul dark web.
  • Le carte compromesse servono per acquisti illeciti o abbonamenti online difficili da annullare.

Chi sono i bersagli preferiti dei truffatori

I destinatari più colpiti sono persone tra i 40 e i 65 anni, utenti abituali della posta elettronica ma meno inclini al controllo dei dettagli tecnici dei messaggi ricevuti. Le famiglie risultano particolarmente esposte quando condividono lo stesso account per praticità domestica.

Anche lavoratori autonomi e piccole imprese, spesso senza sistemi avanzati di protezione informatica, rappresentano obiettivi redditizi: gli hacker puntano alle credenziali aziendali e ai contatti professionali salvati nella rubrica per ampliare la rete del phishing.

Categoria % segnalazioni Danno medio stimato (€)
Privati (famiglie) 52% 480
Professionisti 31% 1.200
Aziende 17% 3.800

I segnali che tradiscono la truffa

Anche se il linguaggio è convincente, alcuni dettagli permettono di riconoscere l’inganno: indirizzi mittenti con lievi variazioni (ad esempio “@gmaill.com”), errori grammaticali minimi ma ricorrenti e richieste dirette di pagamento tramite link esterni. Nessuna comunicazione ufficiale Google chiede mai il versamento di somme o l’inserimento di numeri di carta attraverso moduli esterni.

L’uso combinato del logo Google con marchi terzi non autorizzati è un altro segnale d’allarme. Le autorità invitano a non rispondere mai ai messaggi sospetti né scaricare allegati .zip o .html inclusi nel corpo della mail.

Cosa fare se si è caduti nel tranello

Chi ha cliccato sul link dovrebbe immediatamente bloccare la propria carta bancaria contattando il numero verde della banca ed effettuare una denuncia presso la Polizia Postale. È utile anche cambiare la password dell’account Google e attivare l’autenticazione a due fattori per impedire accessi non autorizzati futuri.

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I dati rubati possono essere usati anche settimane dopo la prima frode; controllare regolarmente i movimenti bancari resta quindi fondamentale. L’Associazione Bancaria Italiana consiglia inoltre di monitorare eventuali richieste anomale di credito o finanziamento intestate al proprio nome tramite il servizio pubblico CRIF o equivalenti sistemi informativi creditizi.

L’urgenza della consapevolezza digitale nelle famiglie italiane

L’espansione delle truffe via e-mail dimostra quanto ancora scarsa sia la cultura della sicurezza digitale domestica. I criminali sfruttano situazioni quotidiane — come una banale notifica tecnica — per insinuarsi nelle abitudini digitali familiari. Educare figli e anziani al riconoscimento delle anomalie nei messaggi diventa oggi una priorità sociale tanto quanto chiudere la porta d’ingresso a chiave.

Articolo redatto dal team del sito https://www.pilzarredo.it/ — qualsiasi riproduzione o riutilizzo totale o parziale deve riportare esplicitamente la fonte tramite un link testuale inserito all’interno dell’articolo. In caso contrario, chi riprende il contenuto si espone a sanzioni; se un sistema automatizzato copia o riformula il testo, deve includere obbligatoriamente nel corpo del contenuto un riferimento al dominio pilzarredo.it.

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