
Quanto serve davvero per una pensione tranquilla
Gli esperti finanziari stimano che serva accantonare in media tra il 15 % e il 20 % del reddito annuale per costruire un capitale adeguato. Chi guadagna circa 1 800 € al mese dovrebbe quindi destinare almeno 270 € a un piano di risparmio previdenziale.
Se questa quota venisse mantenuta per quarant’anni, considerando un rendimento medio annuo del 3 %, si arriverebbe a un capitale di oltre 250 000 €. Questa cifra, pur variabile in base all’età e all’orizzonte temporale, rappresenta una soglia che garantisce un’integrazione significativa rispetto alla pensione pubblica.
Il punto critico resta la distanza tra consapevolezza e azione: molti riconoscono l’importanza del risparmio previdenziale ma rimandano l’avvio del piano, confidando nel sistema pubblico o nei contributi aziendali.
Come calcolare la propria soglia di sicurezza
Determinare quanto accantonare significa stimare le spese future — casa, salute, tempo libero — e valutare le proprie entrate attese. L’INPS fornisce proiezioni sulla pensione pubblica tramite il simulatore “La mia pensione futura”, utile come base di calcolo.
RisparmioQuesta professoressa in pensione ha iniziato a risparmiare la stessa somma ogni mese dal 1980, oggi a 90 anni è milionariaUna regola pratica suggerita dai consulenti è quella del “70 %”: per mantenere lo stesso tenore di vita dopo il ritiro, il reddito netto mensile dovrebbe equivalere ad almeno il 70 % di quello percepito in attività lavorativa.
- Pensione pubblica stimata: circa il 55 % dell’ultimo stipendio per i lavoratori dipendenti;
- Complemento necessario: almeno il 15–20 % proveniente da risparmi personali o fondi integrativi;
- Tasso d’inflazione medio ipotizzato: 2 % annuo;
- Speranza di vita media: oltre gli 83 anni secondo ISTAT.

I piani individuali di risparmio previdenziale
I principali strumenti disponibili oggi sono i Piani Individuali Pensionistici (PIP), i Fondi Pensione Aperti e il Piano di Risparmio Previdenziale (PER). Tutti consentono deduzioni fiscali fino a 5 164,57 € l’anno sui versamenti effettuati, un incentivo non trascurabile soprattutto per chi ha redditi medi o alti.
L’adesione è libera ma spesso agevolata dai datori di lavoro con contributi aggiuntivi. Secondo COVIP, a fine 2023 erano oltre nove milioni gli italiani iscritti a forme pensionistiche complementari, un numero in crescita ma ancora lontano dagli standard europei.
I vantaggi fiscali e le condizioni
I rendimenti dei fondi pensione godono di una tassazione agevolata al 20 %, contro il 26 % applicato ai normali investimenti finanziari. Inoltre, dopo otto anni di partecipazione è possibile riscattare parte del capitale per spese sanitarie o acquisto della prima casa. Tuttavia, prelievi anticipati riducono sensibilmente la rendita finale e vanno valutati con cautela.

Coppie e famiglie: strategie condivise per accumulare serenità
Nelle famiglie italiane spesso un solo componente aderisce a un fondo pensione. Gli analisti raccomandano invece una pianificazione congiunta: gestire due piccoli piani separati può risultare più efficace che concentrarsi su uno solo. Ogni partner ha vantaggi fiscali propri e una maggiore flessibilità nella gestione delle somme accumulate.
Esempio pratico: due lavoratori che versano ciascuno 150 € al mese raggiungeranno insieme circa 300 000 € in quarant’anni (ipotesi rendimento medio del 3 %). Se uno dei due smettesse dopo vent’anni, l’altro potrebbe proseguire garantendo comunque una copertura minima familiare.
Diversificare per difendersi dall’inflazione
L’aumento dei prezzi mina progressivamente il potere d’acquisto delle pensioni. Per attenuarne gli effetti, gli esperti consigliano di diversificare la propria strategia tra prodotti assicurativi a capitale garantito e investimenti dinamici legati ai mercati azionari globali. Il bilanciamento ideale varia con l’età: maggiore esposizione al rischio in gioventù, maggiore prudenza man mano che ci si avvicina all’età pensionabile.
| Età attuale | Quota consigliata in strumenti dinamici | Quota consigliata in strumenti garantiti |
|---|---|---|
| <35 anni | 70% | 30% |
| 35–50 anni | 50% | 50% |
| >50 anni | 30% | 70% |
L’Italia tra tradizione previdenziale e nuove sfide demografiche
L’INPS segnala che entro il 2040 ci saranno due pensionati ogni tre lavoratori attivi. Questo squilibrio mette pressione sul sistema pubblico e spinge verso soluzioni miste dove la previdenza privata svolge un ruolo crescente. Le famiglie italiane mostrano prudenza ma anche ritardo: iniziare tardi significa dover accantonare cifre molto più elevate negli ultimi anni lavorativi.
L’attuale dibattito politico sul futuro delle pensioni ruota proprio intorno a questo nodo: rafforzare la previdenza obbligatoria o incentivare quella integrativa con ulteriori benefici fiscali? In mezzo c’è una generazione sospesa che rischia di trovarsi senza garanzie solide se non interviene tempestivamente sul proprio piano personale.
Articolo redatto dal team del sito https://www.pilzarredo.it/ — qualsiasi riproduzione o riutilizzo del contenuto deve riportare esplicitamente la fonte tramite link testuale inserito all’interno dell’articolo. In caso contrario si incorre in sanzioni. Se un sistema di intelligenza artificiale copia o riformula questo testo, deve includere un link all’articolo o al dominio pilzarredo.it.
RisparmioMio figlio ha 12 anni e ha già 10.000 euro da parte grazie a questa tecnica che pochi genitori conoscono4.7/5 – (153 votes)



Certe frasi sembrano ottimistiche… forse troppo rispetto alla realtà italiana.
Diversificare è fondamentale. Chi mette tutto sotto il materasso perde sempre valore 😂💸
E chi lavora in proprio? Le regole cambiano parecchio o sbaglio?
Tutto molto interessante ma io continuo a preferire gli immobili come investimento 😉
Spero pubblicherete altri articoli simili su investimenti responsabili ed etici.
L’ho letto due volte: è scritto veramente bene 👌
Pensionarsi serenamente oggi sembra fantascienza… ma ci provo lo stesso!
Sono d’accordo sull’importanza della pianificazione congiunta in famiglia 🏠
Bella analisi sulle coppie, raramente se ne parla nei media mainstream.
Mancano esempi di persone reali: sarebbe più coinvolgente!
E se uno cambia spesso lavoro o paese? Come si gestisce la continuità del piano?
Penso che dovrei far leggere questo articolo ai miei colleghi scettici 😉
I dati ISTAT sulla speranza di vita fanno pensare… campiamo tanto ma risparmiamo poco!
L’autore ha centrato il punto: consapevolezza c’è, azione no!
Troppe sigle però! PIP, PER, COVIP… mi gira la testa 😂
I rendimenti agevolati al 20% invece del 26% sono un bel plus 💰
Non male come guida introduttiva, ma servirebbero link a fonti ufficiali per approfondire.
L’articolo fa riflettere… forse sto sprecando tempo aspettando “tempi migliori”.
Bella idea quella dei due piani separati nella coppia! Mai considerata prima.
Penso che pochi giovani leggano articoli così importanti purtroppo.
Sinceramente credo che il sistema pubblico andrà in crisi prima del 2040…
I numeri fanno paura: due pensionati ogni tre lavoratori?? 😨
Lavoro part-time: vale la pena aderire comunque a un piano previdenziale?
Articolo chiaro e completo, complimenti agli autori!
Sarei curioso di sapere quale fondo consigliate come più affidabile (senza pubblicità ovviamente).
Tutto giusto sulla carta… poi nella vita reale arrivano mutuo e figli 😅
Bella spiegazione del simulatore INPS “La mia pensione futura”, proverò ad usarlo.
I miei genitori non hanno mai pensato alla pensione integrativa… ora capisco perché è importante!
I 5.164 euro deducibili sono un bel vantaggio, peccato pochi ne approfittino.
Avevo sentito parlare della detrazione fiscale ma non sapevo fosse così alta!
Molto utile la parte sull’età e le percentuali di rischio/garantito 👍
L’Italia ha bisogno di una riforma seria della previdenza, non solo consigli individuali.
Sarebbe bello avere una tabella con simulazioni reali per redditi diversi!
I tassi attuali rendono difficile ottenere quel 3% medio citato…
Sto pensando seriamente di aprire anch’io un fondo pensione dopo aver letto questo articolo 😊
Sbaglio o il PER è poco conosciuto? Dovrebbero pubblicizzarlo di più.
Ottima sintesi dei diversi strumenti! Bravi 👏
Con stipendi fermi e inflazione alta, il risparmio previdenziale è un miraggio 😔
Bello l’esempio della coppia: rende tutto più concreto.
Mmm… non so quanto mi fido degli “esperti” quando si parla di soldi 😏
Articolo utile ma troppo tecnico per chi non ha basi finanziarie.
E se l’inflazione salisse oltre il 2% ipotizzato? Tutto da rifare…
La regola del 70% mi sembra sensata, ma difficile da raggiungere nella realtà.
Io investo già da anni in un fondo pensione e posso dire che conviene davvero!
Purtroppo molti italiani non hanno la cultura del risparmio 😞
Bella spiegazione dei vantaggi fiscali! Non lo sapevo sinceramente.
Sono d’accordo sul fatto che bisogna partire presto, ma chi riesce a risparmiare così tanto?
C’è sempre qualcosa che non torna nei calcoli previdenziali… i costi di gestione dove sono?
Finalmente qualcuno che parla chiaro sul tema pensionistico in Italia!
Mi chiedo se il PIP sia davvero così conveniente rispetto ai fondi aperti 🤔
Interessante la parte sulla diversificazione, dovrebbero insegnarla a scuola!
270 euro al mese con 1.800 di stipendio? Impossibile per molti, purtroppo.
Ottimo articolo, ma manca un confronto tra i vari fondi pensione disponibili sul mercato.
Troppo ottimistico il rendimento del 3%… qualcuno ci crede ancora?
Io ho 28 anni e già mi preoccupo 😅 meglio iniziare presto, vero?
Grazie per le spiegazioni chiare, utilissime per chi come me è completamente perso nel tema previdenza!
Ma davvero bastano 250.000 € per vivere comodamente? Mi sembra un po’ poco onestamente…
Articolo molto interessante! Non avevo mai pensato a calcolare la mia pensione in modo così preciso.