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Controlli fiscali rafforzati: queste spese “anomale” saranno ora individuate dagli algoritmi

Secondo i dati del Ministero dell’Economia, nel 2024 oltre 1,8 milioni di verifiche fiscali digitali hanno riguardato famiglie e professionisti con spese non coerenti con i redditi dichiarati.

Dal 2025 i controlli fiscali in Italia cambiano volto: accanto agli ispettori e ai modelli reddituali tradizionali, entreranno in azione algoritmi capaci di individuare automaticamente le spese “anomale”. Il nuovo sistema, sviluppato dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con Sogei, punta a incrociare milioni di dati provenienti da carte di credito, utenze domestiche, bonifici e piattaforme di pagamento online, con l’obiettivo di ridurre l’evasione e al tempo stesso snellire le verifiche a basso rischio.

Dai controlli a campione all’analisi predittiva: cosa cambia

Per anni il fisco ha basato i controlli su segnalazioni o sorteggi, mentre oggi la selezione dei contribuenti avverrà attraverso algoritmi di profilazione che stimano la probabilità di irregolarità. Il passaggio dal metodo manuale al calcolo automatico riduce i tempi di analisi e, secondo le prime stime interne, potrebbe aumentare del 20% la capacità di individuare incongruenze reali.

Le nuove tecnologie si basano su indicatori di capacità contributiva: un incrocio tra redditi dichiarati e spese effettive. I parametri includono l’acquisto di beni di lusso, la ristrutturazione di immobili, il possesso di più autovetture o l’uso intensivo di energia domestica rispetto alla media del quartiere.

Le spese sotto la lente degli algoritmi

Ogni transazione sopra i 1.000 euro sarà tracciata e, se ricorrente, potrà attivare una segnalazione automatica. Ma anche abitudini apparentemente innocue, come l’abbonamento a palestre di fascia alta o vacanze frequenti prenotate online, contribuiscono a formare un profilo di rischio.

  • Acquisti di beni di lusso (gioielli, auto di alta gamma, orologi)
  • Pagamenti per ristrutturazioni o arredi di importo superiore a 5.000 euro
  • Transazioni frequenti verso conti esteri
  • Consumi energetici domestici elevati rispetto al reddito medio dichiarato

Il sistema non si limita a registrare, ma confronta i dati con i modelli di spesa dei contribuenti nella stessa fascia di reddito e area geografica. Quando le differenze superano determinate soglie, l’algoritmo genera un alert che viene analizzato da un funzionario dell’Agenzia delle Entrate.

Chi rischia di più: famiglie, partite IVA e nuove categorie

Le partite IVA nel settore dei servizi e i liberi professionisti rappresentano le categorie più esposte, soprattutto quando le spese private e quelle professionali si sovrappongono. Anche le famiglie con più fonti di reddito o che ricevono bonifici periodici da conti esteri potranno essere oggetto di controlli mirati.

Nel caso delle spese domestiche, l’attenzione si concentra sui consumi anomali legati a utenze o lavori di ristrutturazione. Secondo un’analisi condotta dal Centro Studi CGIA, circa il 15% delle verifiche del 2023 ha interessato interventi edilizi con bonus fiscali, un ambito in cui la digitalizzazione consente ora riscontri automatici tra spese dichiarate e dati catastali.

Il punto di svolta: dal 1° luglio 2025 i controlli saranno digitali al 100%

È questa la data fissata dal decreto attuativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale per il passaggio definitivo al sistema automatizzato. Da quel momento, ogni nuova spesa registrata nei sistemi bancari e finanziari sarà resa disponibile agli algoritmi fiscali entro 48 ore.

Le verifiche manuali continueranno solo in caso di contestazioni o per importi superiori a 100.000 euro, mentre tutte le altre anomalie seguiranno un percorso standardizzato di valutazione digitale. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’evasione di 5 miliardi l’anno, secondo la relazione tecnica allegata al documento di programmazione economica.

Trasparenza o sorveglianza? Il dibattito aperto

La nuova frontiera dei controlli fiscali solleva interrogativi. Da un lato, le autorità sottolineano il vantaggio di un sistema equo e automatizzato, che limita l’arbitrarietà e riduce l’invasività delle ispezioni fisiche. Dall’altro, cresce il timore di un monitoraggio costante delle abitudini quotidiane, con la possibilità che un consumo fuori norma diventi sospetto.

Associazioni come Altroconsumo e Federprivacy chiedono garanzie sulla gestione dei dati e sulla possibilità di contestare le segnalazioni algoritmiche. L’Agenzia delle Entrate, dal canto suo, ha annunciato la creazione di un canale di verifica preventiva, accessibile tramite SPID, per consentire ai cittadini di visualizzare le proprie “anomalie fiscali” prima dell’avvio di un accertamento.

Come comportarsi: verifiche e strumenti a disposizione dei cittadini

I contribuenti potranno consultare i propri dati aggregati nel cassetto fiscale e scaricare un report sintetico delle spese considerate incoerenti. In caso di errore, sarà possibile presentare una richiesta di rettifica entro 30 giorni dalla notifica digitale.

Strumento Funzione Accesso
Cassetto fiscale Visualizzare spese e redditi incrociati Portale Agenzia delle Entrate
App IO Ricevere notifiche di anomalie Account SPID o CIE
Servizio di rettifica automatica Inviare giustificazioni o documenti integrativi Accesso autenticato online

Il messaggio è chiaro: dichiarare correttamente, conservare le ricevute e monitorare periodicamente le proprie spese digitali diventa un gesto di prudenza quotidiana. Non solo per evitare errori, ma per comprendere come il fisco, sempre più tecnologico, stia ridefinendo il confine tra controllo e trasparenza.

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